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29 Settembre 2020
#191 Officina del Riso

#191 Officina del Riso

Officina del Riso

Via Marghera, 29   Tel.02/49.70.92.07  (chiuso mai)   =   Pet friendly   =

Risotti 10 – 17 euro / Rolls 3,50 – 4 euro / & More 9 – 36 euro / Vini al calice 7 euro / Coperto 2 euro

Da un progetto nato grazie alla passione dei due giovani soci, è sorto da un paio d’anni appena l’Officina del Riso, ennesimo locale nella zona tra Wagner e De Angeli, ma con una particolarità: il suo piatto forte sono i risotti. Creativi, golosi e dalle declinazioni inaspettate…

L’ambiente si presenta un po’ piccolo, con una decina di tavoli in tutto. Un bel bancone per i drink all’ingresso, con qualche piccolo tavolo e sgabelli alti un po’ a ridosso della porta; poi, dopo la mini cucina a vista, ecco la saletta vera e propria, lunga e stretta con grandi finestre luminose che si affacciano sul cortile interno del condominio. Tutto molto curato, tavoli in legno massello di faggio, mise-en-place essenziale, senza tovagliato e parete con bottiglie a vista.

Passiamo poi alla vera specialità del posto e scegliamo un particolare “risotto Zen”, con tè verde Matcha, coulis di lime e fragola, miele e riccioli di porro fritto, nonchè un delicato ma gustoso “Sembra dolce ma non è”, con punte d’asparago, zenzero e ananas.

Le porzioni non si possono dire abbondanti, ma i piatti sono comunque ben curati e ripagano vista e gusto. La qualità del riso è denominata Lomello, molto simile al Carnaroli, dà un risultato cremoso senza l’aggiunta di eccessivo condimento in fase di mantecatura.

A questo punto scordiamo anche il pane, mai pervenuto a tavola. Il tutto viene accompagnato da un ottimo Pinot nero dell’Oltrepò Pavese “Pantaleone” 2014 (14% Vol.) dell’Azienda Caselleone: il colore è granato e il profumo intenso e complesso: frutti rossi, cacao e spezie.

Ci tornerei? Molto volentieri per assaggiare altre tipologie di risotto, inoltre aggiungerei che grazie alla prenotazione con The Fork il conto finale risulta decisamente abbordabile, data la zona.

Curiosando nei dintorni:

Al numero 10 di via Marghera si trova la rinomata Pasticceria Moriondo. Nel 1946 la famiglia Moriondo decise di portare a Milano i dolci tipici del proprio paese natale in provincia di Asti: gli Amaretti di Mombaruzzo. Oggi la tradizione è portata avanti dalla famiglia Corrado, che continua la preparazione artigianale di questi famosi dolcetti rigorosamente fatti a mano e con la stessa ricetta di un tempo: mandorle dolci e amare, zucchero e albumi. Sono presenti anche altri dolci tipici della tradizione pugliese (cartellate al vin cotto o al miele) e italiana in generale.

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