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20 Novembre 2019
#186 Tre Cristi Milano

#186 Tre Cristi Milano

Tre Cristi Milano

Via Galileo Galilei, 5 (ang. via Marco Polo)  Tel. 02/29.06.29.23  (ch. dom e sab a pranzo)   Chef Franco Aliberti   = Pet friendly =

Antipasti 18 – 19 euro / Primi piatti 25 – 28 euro / Secondi 25 – 28 euro / Dolci 18 euro / Vini al calice 5 – 9 euro / Business Lunch (a pranzo) 30 euro (2 piatti a scelta + acqua, coperto e caffè) / Menù 2 portate + dolce 35 euro / Menù 3 portate + dolce 50 euro / Menù degustazione “In città” (8 portate) 70 euro (con vini in abbinamento 110 euro) / Menù degustazione “A due passi da Milano” (10 portate) 90 euro (con vini in abbinamento 150 euro)

Situato nel bel quartiere “futurista” di Porta Nuova ex Varesine, i Tre Cristi hanno visto l’avvicendarsi di vari chef nel corso degli anni. Attualmente è il regno del giovane Franco Aliberti, classe ’85, nato a Scafati (Sa) e dall’importante curriculum; nasce inoltre come chef pasticcere, in qualità del quale è stato più volte premiato dalla guida di Identità Golose. Conosciuto per la sua filosofia “green”, è un fautore dell’antispreco e del recupero degli scarti in cucina, della sostenibilità ambientale e dell’attenzione agli ingredienti poveri e meno nobili.

Il locale si presenta con una piccola zona verandata all’ingresso ed un’unica sala luminosa con ampia vetrata e cucina a vista. Pochi tavoli e  ben distanziati, ambiente elegante ma accogliente, arredo sobrio con quadri e oggetti di design. Personale gentile e professionale, poco incline al sorriso.

Dalla cucina creativa dello chef assaggiamo un discreto risotto con crema di cannellini e pancetta croccante forse un po’ indietro di cottura e degli ottimi spaghetti cacio e pepe. interessante il porro brasato con spuma calda di ricotta. Circa 130 etichette di vino dei principali terroir italiani e francesi; degustiamo un ottimo calice di Lagrein dell’azienda altoatesina Loacker.

Nel menù niente pesci di mare, ma solo di itticoltura di montagna, vista la filosofia dello chef improntata principalmente all’uso di ingredienti locali e sostenibili. Ottima focaccia e pane serviti con burro salato artigianale e gradito il biscottino mignon in accompagnamento al caffè.

Assai gradita anche la presentazione dello chef a fine pasto ad ogni tavolo.

Ci tornerei? Luogo sicuramente adatto a pranzi o cene di lavoro, essendomi limitata a provare il Business Lunch, mi resta la curiosità di conoscere altri piatti, forse più creativi, dello chef: infatti, pur avendo gradito tutto, mi è mancata quel po’ di magia e di colore che mi sarei aspettata dalla cucina.

Curiosando nei dintorni:

Giardini Pubblici di via Palestro

I Giardini Pubblici Indro Montanelli (172.000 metri quadrati), conosciuti semplicemente come “i giardini”, furono progettati da piermarini che, tra il 1783 e il 1790, completò il giardino alla francese successivamente ampliato con il “nuovo giardino” all’inglese di Giuseppe Balzaretto.

Un’ultima modifica, apportata da Emilio Alemagna (l’architetto del Parco Sempione), avvenne dopo il 1881 in seguito ai danni arrecati durante il Parco dell’Esposizione Nazionale, che aveva letteralmente invaso i giardini con i suoi 8000 espositori.

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