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11 Dicembre 2019
#183 Spica Restaurant

#183 Spica Restaurant

Spica Restaurant

Via Melzo, 9     Tel. 02/84.57.29.74   (ch. dom e sab a pranzo)   Executive Chef Shivanjali Shankar     =   Pet friendly  =

Assaggi da condividere 4,5 – 14 euro / Piatti principali 10 – 16 euro 

Menù pranzo (disponibile dalle 12,30 alle 18) : piatto principale a scelta + insalatina verde con frutta + patate arrosto + gelato + acqua + caffè a 15 euro / Calice di vino 7 – 9 euro

Alle spalle di Porta Venezia, in una delle zone attualmente più ricche nel campo della ristorazione, ha aperto da poco Spica, il cui nome ci rimanda alla stella più luminosa della costellazione della Vergine: segno femminile e simbolo di prosperità per eccellenza. E femminile è anche il sodalizio creatosi tra la chef fondatrice, l’indiana Ritu Dalmia e la chef italiana Viviana Varese, già stella Michelin con il suo Alice, che qui sperimentano la propria visione cosmopolita della gastronomia.

Questo è il secondo ristorante aperto in città dalla chef indiana, già proprietaria di Cittamani in piazza Mirabello (zona Brera). Ora collabora anche al nuovo Viva dell’amica Viviana Varese, di cui è diventata socia, la quale ha invece voluto condividere con lei a Spica l’idea di proporre streetfood di ogni parte del mondo.

Il menù, che nasce dalle esperienze di viaggio e di scoperta delle due donne raccogliendo suggestioni da tutto il mondo, è suddiviso in quattro aree geografiche: Sud – Est asiatico, sub continente indiano, Europa e America. E’ costituito da alcuni piattini – assaggio da condividere e da portate principali.

Il locale si trova in una ex officina – carrozzeria dal salone lungo con soffitti alti e ampie vetrate sulla via e sul cortile interno. Molto luminoso, con grande bancone – bar all’ingresso e cucina a vista sul fondo; arredato in stile contemporaneo, molto colorato, informale, con pavimento in graniglia e tavolini in ferro e legno senza tovagliato. Eclettico e originale, ci si sente a proprio agio, anche grazie al personale simpatico, sempre discreto e cortese, dalla particolare divisa neutra. 

Il servizio è puntuale: siamo presenti nell’ora di pranzo, dunque proviamo  a scegliere fra le otto proposte del giorno, optando per un ottimo polpo alla galiziana con patate novelle, paprika dolce affumicata e aioli, oltre ad una deliziosa Khao  Suey, ossia zuppa di cocco speziata del Myanmar con spaghettini e gamberi (da gustare in alternativa con verdure o pollo). Come contorno, insalatina al mango e patate arrosto vestite: porzioni a mio parere più che adeguate, dal buon rapporto qualità – prezzo. Per terminare, un buon sorbetto all’ananas su crumble di biscotto.

Accompagno il mio viaggio con un calice di Malbec Altos Las Hormigas, rosso argentino dal carattere elegante, fresco e fruttato, che viene affinato per 12 mesi in cemento.

Ci tornerei? Piacevolmente colpita dall’equilibrio di sapori, dall’incontro tra cucine diverse, da suggestioni e sperimentazioni ben riuscite, mi allontano ripromettendomi di tornare a provare il menù serale, magari da condividere in parte tra amici.

Curiosando nei dintorni:

Ex Cinema Dumont in via Frisi n. 2

L’edificio di cui oggi rimangono purtroppo solo la facciata e l’atrio, è stato trasformato in biblioteca rionale. Costruito a partire dal 1908 nello stile floreale all’epoca dominante su progetto degli architetti Tettamanzi e Mainetti, fu realizzato ad un unico piano appositamente per ospitare il cinematografo dei fratelli Galli. Sottoposto a vincolo monumentale per il suo stile Liberty, nel 1994 la sala cinema era stata trasformata in autorimessa multipiano nonostante una lunga battaglia dei residenti del quartiere che volevano salvarla. Nel 2015 il Comune ha ridisegnato l’arredo urbano davanti all’ex cinema in seguito alla creazione dell’isola ambientale di via Melzo.

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