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23 Ottobre 2019
#182 Vivo Ristorante

#182 Vivo Ristorante

Vivo Ristorante

Piazza Tre Torri (City Life)  Tel. 333/88.27.511  (ch. martedì a pranzo)  Anche Take Away  =  Pet friendly  =

Degustazione di ostriche 13 – 50 euro / I nostri plateaux 15 – 36 euro (Plateau Royal 50 euro) / Ostriche al pezzo 2 – 3 euro / Antipasti 8 euro / Primi piatti 10 – 15 euro / Secondi 12 – 15 euro / Carpacci e tartare 8 – 15 euro / Contorni 4 euro / Dolci 4 euro / Frutti di mare  al pz 1 – 12 euro /  Crostacei al pz 1 – 8 euro / Menù bambini (spaghetti alle vongole o frittura + dolce e bibita) 12 euro

Questo ristorante nasce dall’esperienza della famiglia Manno, pescatori all’Argentario fin dal 1904, la cui azienda è presente sui mercati di Porto S.Stefano e Porto Ercole e gestisce direttamente l’Asta della Cooperativa Costa d’Argento. Il loro progetto nasce nel 2013 a Capalbio (dove esiste attualmente un loro locale, in aggiunta a quelli di Milano e di Firenze) con lo scopo di valorizzare il pesce del mar Tirreno.

Qui a City Life Vivo si trova al secondo piano del Centro Commerciale e ha un’estensione di circa 240 metri quadrati. All’entrata, accanto alla cucina a vista, si trova un gozzo che ha solcato il mare per più di quarant’anni; ristrutturato, ora funge da vetrina per ostriche, granchi, cozze, tartufi di mare e quant’altro.

Vivo si avvale infatti anche di allevamenti in Francia, a Dunkerque e Saint-Malo e fa parte del marchio “Friend of the Sea”, organizzazione che si preoccupa della conservazione dell’habitat marino.

Attraversando il lungo corridoio lungo il quale sono dislocati piccoli tavoli dai colori bianco, rosso e nero, si giunge al dehor estivo sotto ampie tensostrutture. Alle pareti fanno bella mostra di sè immagini di pesca; sui tavoli troviamo tovaglioli in stoffa e tovagliette all’americana in carta con indicazioni sulla tracciabilità dei prodotti “a filiera corta”.  Piccola curiosità: in tavola è presente anche una boccetta di Steralmar, acqua di mare pura per uso alimentare, da utilizzare al posto del sale vero e proprio garantendo l’assunzione di sali minerali e potassio.

Il menù, che varia di giorno in giorno, consta di tre antipasti, tre primi e tre secondi: pochi e semplici piatti della tradizione dal discreto rapporto qualità – prezzo. Assaggiamo lo sgombro marinato al sale con panzanella toscana, le sarde in saor e un buon piatto di tagliolini al ragù di totano. Meno convincente di questi e un po’ scarno il carpaccio di seppia con rucola e pomodorino secco.

Buona lista dei vini, con qualche riferimento alla Maremma toscana. Carta dei dolci da migliorare.

Ci tornerei? Ritengo che, a parità di spesa, in città ci sia sicuramente la possibilità di mangiare del buon pesce cucinato in maniera più sfiziosa.

Curiosando nei dintorni:

In piazza Amendola, dal 2006 è comparsa una scultura gialla denominata “La danza”, realizzata da Gianfranco Pardi e donata alla città da un’azienda privata: un groviglio di acciaio che richiama le pose snodate della danza classica.

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