Cerca
19 Settembre 2019
#171 Alice Ristorante

#171 Alice Ristorante

Alice Ristorante

c/o Eataly  –  Piazza XXV Aprile, 10   Tel.02/49.49.73.40  (ch. domenica)   Chef Viviana Varese  = Pet friendly =

Menù cena “tradizione” 125 euro (6 portate) / Menù cena “innovazione” 150 euro (9 portate) / Menù pranzo da 45 euro (7 variazioni sull’orto + 1 piatto principale + dolce) e da 58 euro (7 variazioni sull’orto + 2 piatti principali + dolce) / Menù alla carta 24 – 48 euro a portata / Dolci 18 – 22 euro / Vini al calice 10 – 30 euro / Caffè 3 euro / Acqua minerale 3 euro / No coperto

Ristorante stellato situato al secondo piano di Eataly, con grandi vetrate sulla sottostante piazza, Alice è frutto della collaborazione tra Viviana Varese e Sandra Ciciriello, conosciuta nel 1999 quando riforniva di pesce Il Girasole di Lodi, primo ristorante di proprietà della Chef.

Viviana Varese, nata a Salerno da famiglia di ristoratori, si è sempre dedicata alla  cucina, mentre la socia si occupava della sala e della carta dei vini. Ora che la collaborazione con quest’ultima si è interrotta, per il prossimo settembre è previsto un total restyling di Alice. Oltre a voler rinfrescare i locali, la chef ha in preparazione una nuova carta, sempre incentrata sui prodotti di mare, ma con maggior attenzione alla cucina vegetale: verdure ed erbe aromatiche biologiche già provengono peraltro dal suo orto situato all’interno del Parco Agricolo Sud. Si aggiungerà inoltre una nuova sommelier e, nella società Alicette entrerà a far parte la Chef indiana (innamorata di Milano) Ritu Dalmia, pur senza voler interferire nel lavoro della Varese.

L’immagine attuale del locale è elegante e accogliente, con cucina a vista nei pressi dell’ingresso e Social Table per organizzare una volta al mese cene con la Chef e la sua brigata, il cui ricavato viene devoluto ad associazioni no profit. Gli altri tavoli dislocati nell’ampia sala di 200 metri quadrati circa sono in legno massello di design privi di tovagliato, così come di design sono anche i vari elementi di arredo presenti. L’ambiente non è tuttavia troppo formale e il personale di sala si mostra sempre sorridente e attentissimo, ma mai invadente.

In splendida cornice, ci accomodiamo ad uno dei tanti ampi tavoli (una cinquantina di coperti in tutto) con vista sull’Arco di Porta Garibaldi e diamo inizio al nostro viaggio sensoriale. Le “variazioni dell’orto” consistono in più piatti a base di verdure del periodo, cucinate mettendo in risalto le materie prime e creando piccoli capolavori ricchi di gusto, colore ed equilibrio. Una volta serviti tutti i piattini previsti, la sensazione è stata quella di ritrovarsi su un prato fiorito dai mille profumi: tutta la passione, l’entusiasmo e la creatività della Chef traspaiono sicuramente già da questa presentazione.

Grazie ai piatti principali abbiamo poi potuto saggiare i richiami al mare e ai mondi lontani visitati dalla Chef: ne è un esempio il ceviche di ricciola con lime, peperoni, gazpacho e chips di yucca, così come la brandade di baccalà con crema di ceci neri, rosmarino e pomodorini arrostiti. Ottimi il pane caldo e i grissini fatti in casa, accompagnati da una deliziosa spuma al burro salato. Degustiamo un calice di Furore Rosso 2017 Marisa Cuomo versato forse con un po’ troppa parsimonia, ma la bottiglia ci viene aperta al momento e ben presentata comme il faut, cosa non troppo scontata.Dulcis in fundo arriva il dolce “nocciola”, ossia una deliziosa mousse alla nocciola con cuore morbido da urlo…. Piccola pasticceria deliziosa offerta infine con il caffè.

Ci tornerei? Per palati curiosi in cerca di novità, sarà banale dirlo ma, come Alice nel paese delle meraviglie, ci siamo lasciate cullare dalle magiche alchimie di questi piatti e lo rifarei volentieri mille altre volte. Il conto finale non è proprio economico, ma vista l’esperienza fatta, ne è sicuramente valsa la pena.

Curiosando nei dintorni:

Arco di Porta Garibaldi

E’ una delle sei porte principali di Milano, ricavata lungo i bastioni spagnoli, oggi demoliti. Posta a nord della città, si apriva lungo la strada per Como.  Caratterizzata oggi dalla presenza dell’arco neoclassico del Moraglia (1826 – 1828) e degli annessi caselli daziari, sorge al centro di piazza XXV Aprile, allo sbocco di corso Garibaldi. Detta Porta Comasina fino al 1860, identificava inoltre uno dei sei sestieri storici in cui era divisa la città, il Sestiere di Porta Comasina.

Condividi

Archivi