#147 Ristorante Villa Campari

Ristorante Villa Campari

Via D.Campari, 23  –  Sesto S.Giovanni (Mi)   Tel: 02/22.47.11.08  (chiuso dom.)   = Pet friendly =

Menù alla carta:  Antipasti 13 – 19 euro / Primi piatti 13 – 17 euro / Secondi 23 – 28 euro / Menù degustazione carne 39 euro / Menù degust. pesce 44 euro / menù degust. vegetariano 34 euro / Pizze classiche 10 – 17 euro / Pizze Gourmet 20 – 28 euro / Dolci 7 euro / Vino al calice 5 euro / Caffè 3 euro / Coperto 4 euro

Il ristorante si trova all’interno di Villa Campari, per decenni sede di rappresentanza del vecchio stabilimento di famiglia dello storico brand di liquori. Vi si accede attraversando un cortile ristrutturato in cui è possibile cenare con la bella stagione. Il giardino che circonda l’edificio offre la possibilità di organizzare eventi ed aperitivi da cui ammirare la nuova sede dell’azienda.

Entrando, si attraversa una Sala Bar che accoglie la clientela con aperitivi. Nei pressi si trova anche una saletta chiamata Depero, in cui è possibile ammirare alcune opere dell’artista futurista Fortunato Depero, ideatore della famosa bottiglia del Campari Soda.

Il locale ristorante è abbastanza ampio, su due livelli comunicanti con una scala a chiocciola; lo stile è raffinato ed elegante, con pavimenti e soffitti ottocenteschi originali, riproduzioni di stampe Campari alle pareti e tavoli comodi e ben distanziati tra loro.

Ci viene subito servito un aperitivo unitamente a deliziose nocciole tostate con Aperol e mandorle con Campari. Il menù delle signore è senza prezzi, decidiamo di provare quello degustazione a base di pesce e subito ci viene detto che (pur non essendo indicato da nessuna parte) avendo prenotato con The Fork, sui menù degustazione non è possibile applicare lo sconto. Restiamo comunque dell’idea di provare il menù prescelto, comprensivo di un delicato antipasto a base di cruditè di ricciola, falde di cipolla rossa agrodolce, salsa di basilico e crema stracciatella di burrata: il tutto innaffiato da un buon calice di Sauvignon Prail Colterenzio (bottiglia stappata al tavolo). Proseguiamo con dei mezzi paccheri con cappesante canadesi alla plancha, pecorino romano, guanciale nostrano e pepe Maldon: davvero troppo al dente, quasi crudi.

A seguire un trancio di tonno profumato alla camomilla con crema di mela al limone e funghi finferli alla maggiorana (i funghi non erano affatto finferli), dal sapore tutto sommato un po’ piatto. Per concludere, spuma di bergamotto con gel di mora e cetriolo essiccato che abbiamo dovuto attendere qualche minuto di troppo per poter assaggiare, in quanto mancante di posata.

Ho avuto la sensazione di un locale sicuramente molto curato ma un po’ pretenzioso per quanto concerne cucina e servizio. Gli impiattamenti mancano di creatività e colore per invogliare al’assaggio, le porzioni sono scarse e, nell’insieme, nessun piatto ci ha particolarmente colpito. Il personale di sala si è succeduto continuamente, perdendo un po’ le fila del servizio, che è risultato quindi discontinuo e poco attento.

Ci tornerei? Ingiustificato ricarico di prezzi per quanto concerne caffè, acqua e coperto, unitamente ad errori nel conto mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. Davvero peccato, perchè la location merita indubbiamente!

Curiosando nei dintorni:

Villa Campari

Conosciuta anche come Casa Alta, è una villa nobiliaredel XIX secolo, costruita nel 1826 dall’illustre famiglia patrizia milanese degli Arese – Lucini. Nel 1903 diventa proprietà di Davide e Guido Campari che stabiliscono qui la propria abitazione, mentre nell’area del parco costruiscono la nuova e moderna fabbrica di liquori. La Campari compie negli anni Ottanta un primo attento restauro. Nel XXI secolo la sede storica e l’area circostante la villa sono state oggetto di un intervento urbanistico a cura del’architetto Mario Botta e dell’ architetto sestese Giancarlo Marzorati.

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vania@latw.it

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