#137 BU:R Ristorante

BU:R Ristorante

Via Mercalli, ang. via S.Francesco d’Assisi     Tel. 02/62.06.53.83  (ch. dom. e sab. a pranzo)  =Chef Eugenio Boer=

Menù: 2 suggestioni (solo a pranzo) 60 euro + abbinamento vino 30 euro / 3 suggestioni 100 euro + abbinamento vino 50 euro / 5 suggestioni 130 euro + abbinamento vino 70 euro

Avevo già avuto modo di apprezzare le doti dello chef italo – olandese Eugenio Boer, tanto da augurargli ai tempi la stella Michelin (poi ottenuta) dopo avergli fatto visita nel precedente ristorante Essenza in via Marghera. Una volta trasferitosi nel nuovo ristorante di sua proprietà in zona corso italia, pensavo di ritrovarvi lo stesso spirito e la stessa sorprendente cucina. Purtroppo non è stato così; dei piatti assaggiati non mi è rimasto un buon ricordo e dunque le aspettative (insieme al conto finale) mi hanno lasciato la bocca amara.

Bu:r è la pronuncia esatta del nome dello chef ed è anche il nome che si è voluto dare al locale. L’interno è costituito da una sala elegante con 32 coperti suddivisi tra tavoli tondi ben distanziati fra loro e tavolone rettangolare sul fondo, antistante un enorme specchio a tutta parete che dà profondità all’ambiente. Ambiente peraltro un po’ cupo, con pareti scure in parte ricoperte da carta da parati nei toni del blu sullo stile delle ceramiche di Delft, pesanti tendaggi alle vetrate, qualche tocco nostalgico nell’arredo con mobili anni ’50 e moquette oro.

Il menù non permette la scelta di singoli piatti, ma propone suggestioni ispirate a un luogo, a un’esperienza o ad un concetto: un vero e proprio atto di fiducia nei confronti di questo chef geniale e coraggioso che fra le numerose esperienze personali annovera anche uno stage presso il celebre Ducasse. Genialità e coraggio che, a mio parere, raggiungono però spesso un eccesso nel tentativo di stupire. 

Tra le diverse “suggestioni” (Viaggio a Lione, Think green, La cuisine du marché, I miei classici) ne scegliamo tre (dalle 6-7 portate totali) e, nell’attesa, ci viene servita una ciotola con del brodo tiepido di pesce dal sapore intenso e, mi spiace dirlo, risultato per tutti nauseante, fortunatamente seguito da qualche amuse-bouche (più creativo che di sostanza) e dell’ottima focaccia ligure ai cereali. A parte questo, non verrà più servito il pane fino a metà cena, quando avremo modo di assaggiarlo abbinato ad un ottimo burro demi-salé in perfetto stile olandese. Nonostante l’indiscussa qualità delle materie prime e la ricercatezza nella presentazione, nessun piatto ha però particolarmente colpito le persone presenti al mio tavolo, se non negativamente per aver poco gradito via via la presenza di lumache o animelle, così come di piatti dai sapori troppo intensi o poco equilibrati.

La lista dei vini è senza dubbio eccellente, anche se purtroppo il sommelier si è perso….in un bicchier d’acqua: di sabato sera, con il locale affollato, mi è parso un po’ troppo frettoloso e agitato durante il servizio, al punto da non soffermarsi nel dare spiegazioni sui vini (peraltro scelti da lui) e da dimenticarsi per ben due volte di servirmi, anche dopo averglielo fatto notare. Il resto del personale è giovane e preparato, anche se avrei gradito meno battute di spirito e maggior attenzione.

Ci tornerei? Purtroppo non mi ha sufficientemente convinto e la scintilla non è scoccata….

Curiosando nei dintorni:

WallArt, i maxi murales con ritratti dei milanesi illustri in piazza Cardinal Ferrari

Una parete accanto alla Basilica di San Calimero accoglie la prima opera di street art del quartiere. Sulla facciata che appartiene all’Archivio Diocesano, i disegni che circondano l’arco del portone e le finestre sono opera di Ivan Tresoldi, alias Ivan: uno degli street artist più famosi di Milano ma non solo, anche se lui si definisce “poeta di strada”. Forse sono proprio quelle lettere fiorite a rappresentare la sua cifra stilistica: lui le chiama “scaglie”, ma sono brevi poesie che dipinge ormai dall’inizio degli anni 2000 a cielo aperto sui muri, sulle saracinesche e altrove. Dal 2014, grazie al progetto artistico dal nome WallArt, voluto dalla Fondazione dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini in occasione dei 140 anni della sua nascita, partecipano all’iniziativa anche altri due celebri nomi della street art milanese: Pao (Paolo Bordino) che si occupa dei muri dell’Istituto stesso e il duo Orticanoodles (Walter Contipelli e Alessandra Montanari) che si occupa invece del muro del Convento della Visitazione. Sono stati proprio questi ultimi a creare il murale che raffigura i volti celebri della cultura milanese, da Alda Merini a Franca Rame, da Enzo Jannacci a Giorgio Gaber, passando per Claudio Abbado, Carlo Emilio Gadda, Gianmaria Volontè. Sono dodici in tutto e ognuno racconta un pezzo di storia milanese, accompagnato da citazioni e aforismi.

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vania@latw.it

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