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21 Agosto 2019
#132 Ristorante Mimmo

#132 Ristorante Mimmo

Ristorante Mimmo

Via Sirtori, 34   Tel. 02/20.24.20.06  (ch.dom.)  =Pet friendly=

Business lunch (due piatti a scelta, mezzo l.acqua minerale, caffè e coperto) 20 euro / 

A pranzo: Antipasti 12 – 16 euro / Primi piatti 11 – 16 euro / Secondi 13 – 16 euro / Dolci 6 – 8 euro

A cena: Antipasti 16 – 20 euro / Primi piatti 15 – 22 euro / Secondi 15 – 26 euro / Menù degustazione “Naturia” 70 euro

Questo locale apre nel dicembre 2011 per volere del ristoratore Domenico Di Vivo, già con anni di esperienza nel settore.

In fondo ad una via chiusa al traffico, quasi non si nota il piccolo dehor con tavolini nascosti da piante. Entrando, ci si trova difronte al bar “Le Scuderie”, chiamato così perchè un tempo era un luogo in cui venivano custoditi i cavalli. L’ambiente è ampio, a volte alte, con divanetti e pianoforte sul fondo. Al piano superiore si trova la sala principale, con cucina a vista, e una zona mansardata un po’ più riservata. Luci soffuse, travi bianche e arredo shabby chic rendono l’atmosfera elegante e accogliente.

Avevo avuto modo, qualche anno fa, di assaggiare alcuni piatti dello chef di allora alla manifestazione “Taste of Milano” e ne ero rimasta colpita. Non così ora, anche se non posso certo dire di aver mangiato male…Approfittiamo del business lunch e ordiniamo come antipasto una tartare di fassona piemontese con crema di Castelmagno e crumble di amaretto oltre a sarde affumicate con salsa di broccolo e crostino di pane al timo limone, entrambi piatti semplici ma gustosi, dalle materie prime fresche. Passiamo alla calamarata stracciatella e bottarga di tonno rosso, quindi al polpo cotto a bassa temperatura con crema di porro, pimenton dulce e olive disidratate, oltre al calamaretto scottato con inchiostro e verdure croccanti (a dire il vero, eccessivamente croccanti).

Il pesce in lista viene contrassegnato  da asterisco, per cui potrebbe essere congelato o abbattuto, peccato per un ristorante che vorrebbe essere di un certo livello… Le porzioni non sono certo abbondanti e, anche se i piatti sono ben presentati, nell’insieme risultano abbastanza insignificanti, con poca personalità.

Buona selezione di vini (anche se con ricarichi eccessivi), optiamo per due calici di merlot che ci vengono versati da una bottiglia già aperta e che, sorpresa finale, costeranno ben 9 euro l’uno.

Il servizio è abbastanza professionale anche se avrei preferito che, nonostante il locale tristemente vuoto, il cameriere non continuasse a fissarci per tutto il tempo a braccia conserte all’altro capo della sala.

Ci tornerei? Location piacevole, dai prezzi un po’ alti e dall’atmosfera un po’ pettinata, ma nulla che lasci un ricordo indelebile.

Curiosando nei dintorni:

Casa Galimberti  –   Via Malpighi, 3

Progettato dall’architetto Giovanni Battista Bossi nel 1903 – 1905 su incarico dei fratelli Galimberti, il palazzo è ritenuto uno dei pezzi più brillanti del Liberty milanese grazie al rivestimento di gran parte della facciata esterna con piastrelle figurate in ceramica, ferri battuti e motivi floreali in cemento disegnati da Bossi. L’edificio, sottoposto a vincolo monumentale nel 1965, è stato recentemente restaurato per conservarne le facciate e le maioliche che purtroppo si stavano staccando. Alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, invece, un sapiente restauro dell’androne d’ingresso e del vano scala ha riportato alla luce la decorazione interna che richiama i motivi floreali presenti nelle facciate esterne.

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