#130 Pizzando Grigliando – Trattoria da Ciro

Pizzando Grigliando – Trattoria da Ciro

Via Marghera, 10   Tel. 02/48.191.63 (chiuso mai)  =Pet friendly=

Pizze 4,50 – 12,50 euro / Antipasti 8 – 12,50 euro / Primi piatti 8 – 14,50 euro / Secondi 14 – 19,50 euro / Contorni 4,50 – 6 euro / Dessert 4,50 euro  

Nel solito quadrilatero della ristorazione Marghera – Ravizza, tra il traffico sempre più congestionato, si trova questo locale di tradizione partenopea dalle insegne rosse fiammanti. All’ingresso, una piccola sala dai tavolini stipatissimi, un’altra più grande nel retro ed una al piano superiore.

L’arredo è vecchio stile e l’ambiente decisamente rumoroso. Ci accomodiamo nella prima saletta, da cui poi usciremo con sentori di fritto sugli abiti, mentre il personale tarda non poco nel prendere le ordinazioni. Il servizio è lentissimo e poco attento; anche il conto arriverà solo quando, ormai esasperati, ci alzeremo per recarci direttamente alla cassa.

Ci vengono offerte due palline fritte a testa di “pasta cresciuta”, discrete anche se un po’ crude all’interno. Visto il pesce in bella mostra nella vetrinetta all’ingresso, decidiamo di prendere due calamari alla brace su letto di rucola e ramati con contorno di verdure grigliate. I calamari risultano molto gommosi e accompagnati da rucola scipita, grosse fette di pomodoro e qualche patata insipida.

Non ci viene rilasciata spontaneamente ricevuta fiscale, usciamo piuttosto scontenti e delusi.

Ci tornerei? Occorre considerare che questo locale è senza dubbio più conosciuto per la pizza napoletana, a detta loro, “migliore di Milano”. Io ho voluto provare altro e sono rimasta insoddisfatta, di conseguenza non sarei invogliata a tornare, però…mai dire mai!

Curiosando nei dintorni:

Villa Faccanoni – Romeo  –  Via Buonarroti, 48

All’inizio del secolo scorso denominata “Ca’ de’ Ciapp” per la presenza di statue femminili discinte, opera di Ernesto Bazzaro, simboleggianti la Pace e l’Industria.

Grandioso esempio di architettura e arte applicata del periodo Liberty, tutto il complesso è vincolato dalla Sovrintendenza delle Belle Arti. Nel 1940, grazie all’architetto Giò Ponti, fu adattata all’uso di clinica privata, ragione per cui ne è visitabile solo la parte esterna.

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vania@latw.it

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