#117 Aimo e Nadia BistRo

Aimo e Nadia BistRo

Via M.Bandello, 14   Tel. 02/48.02.62.05  (ch. domenica)   Pet friendly   =Chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani=

Antipasti 14 – 18 euro /  Primi piatti 18 – 19 euro / Secondi 19 – 23 euro / Selezione formaggi 12 euro / Dolci 9 euro / Cestino pane bio 2 euro / Acqua filtrata 2 euro / Pranzo di lavoro 30 euro (2 piatti del giorno, pane bio, acqua filtrata e caffè) / Vini al calice 5 – 12 euro

Inaugurato solo il 6 aprile di quest’anno, questo bistrot d’autore arriva sulla scia di altri importanti come quello di Cracco, di Bartolini e di Perbellini. Il Luogo di Aimo e Nadia, da sempre un punto di riferimento della ristorazione milanese, decide di mantenere anche nel suo bistrot gli stessi princìpi, ossia selezione delle materie prime e grande rispetto per il territorio e i produttori.

Situato in una traversa poco frequentata di corso Magenta, si rivela ai suoi clienti come un luogo molto tranquillo e ricco di fascino.  Tre ambienti su due piani, con una zona cocktail piuttosto luminosa all’ingresso che si affaccia su una saletta dalla tappezzeria verde e blu in cui si pranza (lo spazio tra i minuscoli tavolini è piuttosto risicato) ed un’altra al piano inferiore con un ampio tavolo in cristallo per dodici persone.

I proprietari Stefania Moroni, Alessandro Negrini e Fabio Pisani hanno affidato il design del locale a Rossana Orlandi (titolare della galleria adiacente) che, in collaborazione con Etro, ne ha fatto una sorta di galleria d’arte, infatti tutta l’oggettistica esposta è anche in vendita.

Aperto da colazione a cena, il servizio è puntuale, cortese e molto affabile. Il menù presenta piatti dagli ingredienti tipici italiani che richiamano alla mente le regioni d’origine. Tre o quattro scelte per portata, tutte invitanti: dalla pappa al pomodoro e baccalà, al risotto capperi, burrata, limone e barbabietola, alla misticanza con pomodori essiccati, mandorle, carciofi e parmigiano, solo per fare qualche esempio. Piatti gustosi, senza eccessivi guizzi, a prezzi da bistrot superchic.

Ci tornerei? Volentieri, unica “pecca” riscontrata: non trovo “superchic” far pagare 2 euro per il micro cestino del pane.

Curiosando nei dintorni:

Casa degli Atellani   –   Corso Magenta, 65/67

E’ un palazzo del ‘400 risalente all’epoca di Ludovico il Moro il quale, dopo aver comprato il palazzo dai Landi, conti di Piacenza, lo donò alla famiglia degli Atellani, suoi cortigiani. Il palazzo divenne celebre per le feste organizzate dai proprietari che riunivano le maggiori personalità della corte sforzesca. Dopo molti passaggi di proprietà nei secoli, giunse in mano alla famiglia Conti che nel 1922 fece restaurare il palazzo dall’architetto Piero Portaluppi, che ne modificò pesantemente l’aspetto ma che, per contro, riscoprì parte degli affreschi originali. Nel cortile, degna di nota è la vigna di Leonardo, regalatagli nel 1498 da Ludovico il Moro e oggi rinata nel rispetto dei filari e del vitigno originari grazie ad Expo 2015 per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di Casa degli Atellani.

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vania@latw.it

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