#115 Pizzeria Berberè

Pizzeria Berberè

Via Sebenico, 21  (zona Isola)     Tel. 02/36.70.78.20   (ch. sempre a pranzo, eccetto sab e dom)

Pizze 6 – 12 euro / Pizze per i più piccoli 4,50 euro / Cicchetti 3,50 – 6 euro / Piattini 4 – 7 euro / Salumi 3 – 3,50 euro / Dolci 4 – 6 euro / Caffè ! euro / Vini al calice 4 – 6 euro / Coperto e servizio 1,50 euro

Berberè è il nome di una spezia composta da un mix di sapori, così come tanti sono i sapori di queste meravigliose pizze ideate dai fratelli calabresi Matteo e Salvatore Aloe. Entrambi dottori in Economia, nel giro di otto anni hanno aperto otto locali in Italia (Castel Maggiore,  Bologna, Firenze, Torino, due a Milano, Roma e Verona) e uno a Londra.

Matteo aveva fatto esperienza come aiuto cuoco in diversi ristoranti a bologna, fino ad arrivare alle cucine del Joia di Leemann e al Noma di Copenaghen per uno stage. Entrambi hanno visitato locali, mercati ed enoteche in giro per il nostro paese alla ricerca di produttori.

Le materie prime da loro utilizzate (ed elencate nel menù) sono eccellenti: dal pomodoro di Torre Guaceto, al fiordilatte pugliese Querceta, alla bufala di Ponterè, alle carni della macelleria Zivieri.

Questo locale, aperto nel 2016, sforna pizze artigianali utilizzando ingredienti biologici e stagionali. Viene utilizzata farina semintegrale macinata a pietra Alce Nero e 24 ore di lievitazione solo con pasta madre viva.

Le pizze servite (circa 12 in elenco) sono piccole perchè  vengono stese meno del solito, in questo modo la lievitazione è maggiore e il risultato finale è più croccantezza all’esterno e sofficità all’interno: digeribili e squisite ma lontane da sofisticazioni gourmet, sono servite già tagliate in otto spicchi e su ciascuno di questi si trova la giusta dose di ogni ingrediente.

I dolci sono artigianali e sfiziosi, i vini in carta per lo più biologici e provenienti da piccoli produttori. Degustiamo un magliocco rose’ “Manca del Rosso” dell’azienda agricola Perugini, fresco e ottimo abbinamento per una pizza alla scarola saltata con taleggio, fiordilatte, olive nere e scorza di limone, ma anche per la pizza ai capperi di Salina con pomodori fiaschetto di Torre Guaceto, origano, basilico, fiordilatte e pepe nero.

Il locale è carino e accogliente, costituito da 200 mq circa divisi in tre sale per un’ottantina di posti a sedere. quello che un tempo era il Circolo Sassetti, spazio aggregativo nato nel 1911 per i soci della cooperativa edile, dopo un sapiente restauro con l’intenzione di creare un ambiente dallo stile retrò dei locali meneghini di una volta, è ora un luogo senza troppi fronzoli, dai soffitti alti con stucchi originali, pavimenti anni ’50, tavoli e sedie in formica, bancone bar in marmo di recupero ed elementi grafici colorati alle pareti (wall painting nella sala principale realizzato da Nabla & Zibe).

Il personale che lavora qui viene formato e assunto a tempo indeterminato: sono giovani gentili, cortesi e preparati (un ringraziamento particolare ad Anna per professionalità e simpatia).

Ci tornerei? Sicuramente sì, su consiglio di Anna di cui sopra, ho ancora diverse pizze da assaggiare a seconda della stagione..

Curiosando nei dintorni:

Cimitero  Monumentale  (aperto da mar a dom h 8 – 18)

Progettato per sostituire i preesistenti cimiteri milanesi avviati alla chiusura e dismissione, l’architetto Carlo Maciachini lo progettò e venne costruito a partire dal 1864 secondo uno stile eclettico che concilia richiami bizantini, gotici e romanici.

Nel corso degli anni, il Monumentale si è andato via via arricchendo di un gran numero di opere d’arte funeraria di genere classico e contemporaneo. Per l’altissimo valore artistico di queste opere, il Monumentale è un vero e proprio “museo a cielo aperto”, tra i più importanti d’Italia. Nel Famedio sono tumulati i milanesi più illustri o benemeriti, tra cui Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Luca Beltrami, Leo Valiani, Bruno Munari, Carlo Forlanini, Salvatore Quasimodo.

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vania@latw.it

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