#112 Cous – Cous Restaurant

Cous – Cous Restaurant

Via Adige, 9   Tel. 02/83.96.76.42  (ch. dom. e sab. a pranzo)   = Chef Federico Alagna =

Parcheggio convenzionato in via Adige, 12

Antipasti 10 – 22 euro / I Cous – Cous 12 – 18 euro / Le Busiate 14 – 18 euro / Secondi 14 – 20 euro / Le Selezioni 5 – 15 euro / Dolci 6 – 9 euro

Ristorante siciliano sì, ma che offre una proposta di piatti tipici soprattutto della zona di Trapani, il Cous – Cous Restaurant si trova in zona Corso Lodi ed è, a mio parere, un piacevole locale disposto su due piani, il cui piano inferiore è più ampio e con soffitto ad arco. Molto luminoso, l’arredo è moderno e di gusto, con tavoli comodi e candida mise en place.

Il signor Antonio, affabile padrone di casa, nativo della splendida Erice ma “milanese” ormai da lungo tempo, è una persona accogliente ed entusiasta del proprio lavoro. Illustra i vari piatti presenti nel menù, soffermandosi in modo particolare sul piatto principe del locale: il cous – cous, nelle sue varianti di pesce ed una vegetariana, cous – cous che viene preparato con semola di grano duro e “incocciato” con acqua e sale, secondo la più antica tradizione. Decidiamo di assaggiare sia quello di pesce alla trapanese che quello al nero con gambero rosso di Mazara e polpa di riccio. Interessante anche la busiata, un tipo di pasta fresca che viene arrotolata e arricciata su di un ferro, servita poi con il condimento prescelto. Particolare il cannolo salato alle alici, buoni anche la frittura di mare e il calamaro imbuttunato (ripieno), ma il piatto più delizioso è stato la seppia macchiata.

La materia prima è di grande qualità ed il cibo, che viene elegantemente presentato in bellissimi piatti di ceramica decorata a mano da un’amica del titolare, è un mix di sapori mediterranei ben calibrati e dal corretto binomio tradizione – innovazione, senza mai esagerare.

Per accompagnare il cibo attingiamo da un’interessante lista di vini per lo più biologici, selezionati da ottime cantine trapanesi e optiamo per una bottiglia di catarratto Munir dell’azienda Baglio Ingardia affinata solo in acciaio di pronta beva, avvolgente e fruttato, dal finale lungo, che ben si sposa con quanto ordinato.

Conosciamo il giovane e intraprendente chef ventiduenne Federico Alagna e rimaniamo colpiti dalla sua determinazione e dall’amore e passione per la propria terra.

Non contenti, concludiamo degnamente il pasto con dolci strepitosi:  cannolo, cassata e tiramisu cous-cous ai frutti di bosco, cioccolato e mandorle.

Nell’insieme, i piatti non si possono definire abbondanti, ma dalle giuste porzioni. I prezzi sono corretti e adeguati alla qualità dell’offerta. Si organizzano anche particolari serate degustazione.

Ci tornerei? Senza pensarci due volte, anche perchè – ormai definitivamente conquistata – mi resta la curiosità per tutto ciò che non ho potuto assaggiare.

Curiosando nei dintorni:

Monumento ai caduti di Porta Romana

Importante monumento che rivela il coinvolgimento di milano nella Grande Guerra. Seppur lontana dai luoghi del fronte bellico, la città fu interessata da bombardamenti aerei che coinvolsero la popolazione civile. Questo monumento rappresenta la memoria delle vittime della zona intorno alla stazione di Porta Romana, a quel tempo attiva come scalo industriale.

Sono raffigurati un legionario romano e un miliziano della Lega Lombarda (entrambi famosi per epiche guerre contro i germanici) nell’atto di sorreggere un soldato italiano morente. Subito dopo la sua posa, i vecchi milanesi ironizzarono sull’atteggiamento del gruppo statuario, indicandoli come tre apparenti ubriaconi ( i tri ciucch ).

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vania@latw.it

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