#109 Locanda Perbellini Bistrot Milano

Locanda Perbellini Bistrot Milano

Via della Moscova, 25   (ch.domenica)   Tel.02/36.63.14.50

Antipasti 9 – 14 euro / Primi piatti 9,50 – 12 euro / Secondi 15 – 19 euro / Dolci 6,50 – 8 euro / Vini al calice 3,50 – 6 euro

Da poco inaugurata (fine marzo 2018), la Locanda Perbellini Bistrot è il nono locale di proprietà del famoso chef pluristellato veronese, mentre il decimo sarà pronto per fine luglio nel Bahrain. Sei di questi si trovano a Verona, uno a Venezia ed uno a Hong Kong.

Un vero e proprio spirito imprenditoriale quello di Perbellini, destinato al continuo successo; ogni sito ha il proprio padrone, ossia un giovane professionista che ha lavorato a stretto contatto con lo chef e che conosce il suo stile e i suoi desideri, ai quali si uniforma.

Qui a Milano, sotto la sua supervisione, lavora una squadra di giovani ben affiatati e capitanati in cucina dal bergamasco Michael Pozzi del Tapasotto di Verona, che per i primi cinque mesi sarà affiancato dai capaci Antonio Cacciapaglia e Rosalisa Guagnano del ristorante di Hong Kong.

Negli spazi dell’ex ristorante MOT (Maiale Oca Trota), la Locanda Perbellini si presenta subito come un locale luminoso, con ampia vetrata e cucina a vista come  a “Casa Perbellini” a Verona. Materiali come rame, ardesia e legno wengé offrono al locale un’impronta calda e accogliente. Circa 100 metri quadrati in tutto per 38 coperti, con tovaglie di carta bianca e format bistrot dalle porzioni agili.

La cucina è semplice e genuina, nello stesso tempo contemporanea ed elegante, dalle giuste porzioni e senza sbavature. Molta attenzione alle materie prime, con presenza nel menù di ormai storici cavalli di battaglia come le melanzane alla parmigiana, la carbonara e il pollo con patate, ma anche piatti regionali ben eseguiti e personalizzati come il risotto o il “caldofreddo” di risi e bisi che si basa su un gioco di temperature e consistenze differenti.

Il menù consta di una quindicina di voci, più quattro dolci tra cui la giustamente rinomata millefoglie: strati cilindrici di sfoglia friabile alternati ad una deliziosa crema montata a base di latte e vaniglia, con aggiunta di amaretto sbriciolato. Una vera goduria. Da notare la simpatica proposta dei dolci in versione origami.

Carta dei vini non molto ampia e assenza voluta del sommelier per ricreare un’atmosfera il più possibile informale e familiare; molto casual è anche lo stile dei giovani camerieri in jeans e sneakers. Se consideriamo anche il buon rapporto qualità – prezzo, il successo è assicurato.

Ci tornerei? Anche subito.

Curiosando nei dintorni:

Chiesa di Santa Maria degli Angeli   –   Piazza SantAngelo, 2

Più conosciuta come chiesa di Sant’Angelo, è un chiaro esempio dello stile barocco nel capoluogo lombardo. Oggi sede milanese dell’Ordine dei frati minori osservanti di San Francesco, fu fondata nel 1552. E’ uno dei pochi edifici di culto in città ad essere sopravvissuto ai devastanti “restauri” ottocenteschi che hanno imposto un uniforme quanto banale aspetto “neomedievale” a tutti i monumenti più importanti. La fontana davanti alla Chiesa, dedicata a San Francesco, è semplice come il santo che viene rappresentato. Costruita nel 1928, sul bordo del manufatto sono scolpiti alcuni versi del Cantico delle Creature e vi è un gruppo di sei tortore in bronzo che qualcuno rubò nei tempi passati e che vennero successivamente rifatte.

Ogni anno, il lunedì di Pasquetta, si tiene proprio qui la Fiera dell’Angelo, ossia un mercatino principalmente dedicato a piante e fiori (ma non solo), molto amato da tutti i milanesi.

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vania@latw.it

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